Le nove pietre dei nove pianeti
Gemmologia vedica (Ratna Shastra)
Come funzionano davvero le pietre nella tradizione indiana, e perché non vanno prese a caso.
Le Navaratna
Nove pietre per nove graha: rubino per il Sole, perla per la Luna, corallo rosso per Marte, smeraldo per Mercurio, zaffiro giallo per Giove, diamante per Venere, zaffiro blu per Saturno, occhio di gatto per Ketu, granato hessonite per Rahu.
La tradizione le descrive come concentratori: la pietra non crea energia, filtra e amplifica una frequenza planetaria già presente.
Cenni storici
Il Garuda Purana e il Ratna Pariksha, testi di oltre mille anni fa, contengono già le regole per valutare purezza, colore e difetti delle gemme. Le corone dei re indiani montavano tutte e nove le pietre insieme, come protezione completa.
Le regole che quasi nessuno rispetta
Mai indossare una pietra «perché è bella» o «perché è del mio segno occidentale». Si sceglie in base all'Ascendente e alla funzione che quel pianeta ha nella tua carta.
Zaffiro blu e diamante sono i due più potenti e i due più rischiosi: vanno testati con prudenza.
Contano il metallo, il dito, il giorno e l'ora della prima volta che la indossi, e il contatto della pietra con la pelle.
Una pietra per un pianeta che nella tua carta governa case difficili può peggiorare le cose. Per questo prima si fa l'analisi, poi si sceglie.
E adesso?
C'è un ordine consigliato per conoscere davvero la tua carta: prima il ritratto, poi i periodi, poi l'area che ti sta più a cuore. Il percorso a tappe ti dice da dove partire.